Patrizia de Rachewiltz

A  LUME AUDACE

Ambra travolta
in fiumi di lava
nasce il seme
nel ventre opaco
e la valchiria intona
il suo canto.

La mano traspare
esile e rovente
per dare al presente
il dono ampio
di un amplesso
Travolgente
e spesso amaro
Turgida e tenue
si aggira l'ombra
per fluire
in danze amorose
in un eterno
girovagare per
Annebbiare
il tempo e rinascere
esule corpo
leggero e vano.
Dalla terra il
chiaroscuro, dal
germe il peso
di una crescita
ardua e speranzosa.
Un dono l'essere
senza indugio
fato e voluttuoso
sospiro.

Zeffiro sottile
scioglie primavere.
Tu hai colto sfere
e illuminato
anime assorte
nei loro segreti.

Tu sei la torre
di fronte alla mia
tra le due
costruiamo una scia
diafana e perenne
un ponte di perle
spente al tramonto.
Sei tu l'albeggiare.